Essere Donna, Con Noi Puoi!
Ciao carissimi Marta ed Alberto.
Sono Sofia.
Ho scritto questo che è un po’ una storia bella un po’ una recensione ovvero il modo migliore per ringraziarvi di esistere e di fare quello che fate.
Spero di rivedervi presto e vi auguro di cuore buon Natale!!
p.s.
Se vorrete mettere quanto da me scritto del nostro incontro sul sito ne sarò assolutamente contento non essendoci io riuscito 
“Sogno di una notte di mezzo inverno”
Tutti noi abbiamo giocato a nascondino, c’è chi nascondendosi in bagno, chi nascondendo il corredo in soffitta o alle brutte nel bagagliaio della propria macchina e c’è chi come me che, dopo anni di sfilate segrete tra camera delle mie sorelle ed il bagno, nelle rarissime volte di solitudine domestica, decisi di nascondere si, ma direttamente “lei” a me stesso!!
La nascosi così bene che per tanti anni ne ho perso qualsivoglia traccia acquietando la mia voglia di essere “lei” con la presenza di donne nella mia vita, presenza da me sempre voluta e goduta fino a quando ho incontrato quella della mia vita a cui ho giurato amore e fedeltà davanti a Dio ed agli uomini.
Poi un bel giorno, come una lima nel dolce del carcerato, dei sandali a tacco alto di mia moglie, indossati da me per scherzo, la fecero evadere dall’obliata cella in cui l’avevo rinchiusa.
Tutto è tornato alla mente, prepotentemente, quasi a volermi far pagare gli anni di gabbia, e confidatomi con la dolcissima moglie lei ha deciso che solo nella mia interezza sarei potuto essere felice e mi ha portato ad Argenta, organizzando viaggio e pernotto, per permettere alla dolcissima Marta di tirar fuori “lei” ovvero quella donna a cui, prima di sigillarla nel mio inconscio, non avevo avuto il coraggio di dare neanche un nome, figuriamoci la libertà.
Proprio mia moglie, al mio confidarle ciò l’ha chiamata o meglio battezzata Sofia e come tale le si rivolge quando c’è.
Lasciati i figli ai nonni, siamo partiti agli albori di un incredibile fine settimana incantato da un pungente sole invernale verso un appuntamento che nascondevo di desiderare da almeno 25 anni.
Arrivati a Paprika ed accolti da Marta ed Alberto come in sogno sono salito su nel loro “Salotto delle Bambole” da cui è uscita Sofia, un’insospettabile ragazza a cui mi sono presentato davanti allo specchio prima di accomiatarmi dalla serata perché questa di lei e lei soltanto è stata, glielo dovevo.
DA QUI IN POI IL RACCONTO È SCRITTO DA SOFIA:
Quanto ho desiderato, quanto ho sperato, quanto ho sognato di poter parlare nuovamente con lui, di potergli spiegare che non gli avrei rovinato la vita, che non l’avrei fatto essere meno uomo, che non l’avrei messo in imbarazzo, ma tutti i collegamenti erano interrotti, solo nei sogni a volte riuscivo a parlargli, ma si sa che i sogni al risveglio svaniscono come la luna all’alba!!
Poi è successo il miracolo, quei sandali, quel tacco alto, quel brivido nel suo cuore mi hanno dato un’opportunità alla quale mi sono attaccata con tutte le mie forse anche rischiando il tutto per tutto confidandomi con sua moglie, ma sapevo che era una donna eccezionale e non mi sbagliavo.
Poi Marta, lì a Paprika, quanta dolcezza, quanta professionalità, che emozione!!
Finito il trucco e parrucco e salutato lui siamo andate fuori, lo capite!? Fuori!!
Con sua moglie, Marta e suo marito Alberto siamo andati a mangiar fuori e non so descrivervi cosa ho provato nel vedere gli uomini interessati a me, non che a me interessino loro sia chiaro, ma a dimostrazione che Sofia c’è, è reale ed è anche una bella ragazza che accende gli occhi di chi la guarda.
La pizza, il vino, tante pagine di diario confessate e tanta felicità nel cuore.
Poi la serata è continuata in un pub poco distante dove ancora le nostre storie si sono intrecciate ed alimentate a vicenda fino alla dissolvenza quando abbiamo praticamente accompagnato i gestori del locale alla porta avendo noi fatto praticamente e senza rendercene conto chiusura con loro.
Il momento del saluto non è stato così brutto perché in fondo ed a buona ragione ho salutato la notte confidando nel futuro e Marta ed Alberto con un confortante arrivederci ed un incommensurabile grazie.